Area Adolescenza


Ci occupiamo attraverso:
- Neuropsichiatri infantili
- Psicoterapeuti
- Neuropsicologa
- Educatori domiciliari
- Nutrizionista
- Fisioterapisti
- Osteopata
In particolare, l’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti, che mette a dura prova l’adolescente e la sua famiglia. Tali cambiamenti possono essere vissuti in maniera faticosa da tutto il nucleo familiare.
I segnali possono essere: disagi o conflitti familiari, attacchi di panico, uso di sostanze, depressione, autolesionismo, problemi con il proprio corpo, con l’alimentazione, difficoltà o ritiro scolastico etc…
L’equipe propone una presa in carico mirata attraverso psicoterapia individuale ad orientamento cognitivo psicodinamico, comportamentale, sistemico.
Oltre alla terapia individuale è possibile che venga proposta anche una Terapia di gruppo, presa in carico genitoriale o familiare.
L’équipe mira a individuare il percorso più adatto, avendo a disposizione molte risorse, per sostenere e riattivare la resilienza e le capacità del singolo ad affrontare la nuova situazione consente una presa in carico eterogenea ed integrata, in grado di rispondere alle differenti psicopatologie.
Dopo una prima visita viene individuato lo specialista e, in modo individualizzato, si dispone l’iter diagnostico del paziente.
I nostri professionisti trattano:
- Disturbi d’ansia, fobie ed attacchi di panico
- Disturbi legati al tono dell’umore e depressione
- DCA disturbi del comportamento alimentare
- Gaming disorder
- Supporto durante le fasi di passaggio della vita, come separazioni, lutti, cambi di scuola.
- Sofferenze psicologiche legate a diagnosi o patologie fisiche invalidanti
- RIsoluzione degli effetti legati a traumi subiti recenti o passati
- Trattamento del Disturbo post traumatico da stress anche con terapia EMDR
- Interruzioni o ritiro scolastico
- Disagio esistenziale, autolesionismo, bullismo
- Enuresi notturna, tic e fobie
- Somatizzazioni
- Terapia di gruppo per adolescenti
Gruppo adolescenti ……pronti via ripartiamo!
Privati del contatto sociale e non potendo frequentare l’ambiente scolastico o quello sportivo, i bambini e gli adolescenti si sono rifugiati in un mondo virtuale e l’utilizzo dei social media e delle piattaforme messaggistiche, di solito fortemente sconsigliate nelle fasce d’età più tenere, sono state addirittura incoraggiate, divenendo nello stesso tempo la causa e l’antidoto all’isolamento.
Dalla pandemia si è registrato un allarmante aumento di accessi al pronto soccorso e di ricoveri di ragazzi e ragazze in stato di sofferenza psicologica acuta. Fra le cause di tali accessi una particolare rilevanza ha l’attacco mental health-related rispetto al 2019 (dell’ordine del 31% per la fascia di età 12-17 anni), con pressochè costante saturazione dei posti letto dedicati.
Abbiamo assistito, negli ultimi tre anni un numero sempre maggiore di genitori dover prendere aspettative dal lavoro per seguire i figli a rischio di condotte auto lesionistiche o per tentativi suicidari.
Infatti fra le cause di tali accessi una particolare rilevanza ha l’“attacco al corpo”, nelle diverse espressioni attraverso le quali il malessere adolescenziale si manifesta; dall’autolesionismo, ai disturbi alimentari, al consumo di sostanze d’abuso, sino ai gravi attentati alla vita (tentati e mancati suicidi), a cui si affiancano disturbi di panico e d’ansia acuti, stati fobici con marcato ritiro sociale, stati dissociativi con alterazioni senso- percettive, crisi di dirompenza spesso intra familiare.
L’ onda lunga degli effetti della pandemia che si sono pesantemente abbattuti sulle condizioni di vita, e quindi di salute psico-fisica, dei bambini e degli adolescenti già a partire dal primo duro lockdown di marzo e aprile 2020 e perdurano in molti casi ancora oggi.
Molti ragazzi presentano sintomi da stress post traumatico (PTSD) È noto il fattore protettivo svolto dai caregivers a fronte di eventi stressanti. La crisi economica strettamente correlata alla pandemia, ha determinato un peggioramento delle condizioni di salute mentale nei genitori stessi con vissuti di precarietà rispetto alla possibilità di accedere ai beni primari e di provvisorietà rispetto alle prospettive future. Questo dato, da rivalutare nel tempo in relazione alle conseguenze economiche della pandemia, diventa fattore di rischio in famiglie specificamente fragili e vulnerabili. Nella convivenza forzata in famiglia, alcune famiglie hanno saputo valorizzare il dono del tempo regalato e dilatato insieme, in molte altre famiglie sono emerse dinamiche disfunzionali.
In altre ancora i pc aperti in casa a lungo hanno fatto emergere contenuti sensibili e privati che hanno cambiato i rapporti e la percezione reciproca fra i membri familiari modificando la storia familiare spesso in modo traumatico. Tutto ciò è stato Denominato Trauma collettivo da covid 19.
La nostra equipe si è trovata a gestire tanta sofferenza e smarrimento, si è attivata in tante ore dedicate ai ragazzi, è stato evidente come sia necessario aiutare i nostri adolescenti, risultati tanto fragili e sempre più incapaci di far fatica, in molti ancora sdraiati e reticenti a rialzarsi e a implicarsi nella vita, a farsi stupire dalla bellezza che hanno intorno e che non vedono, a saper affrontare la frustrazione e l’insuccesso, incapaci di restare in piedi o aver la voglia di trovare le risorse per rialzarsi, spesso attendono che arrivi l’aiuto dall’esterno, e in molti non sanno neppure se e come lo vogliono questo aiuto.
Il gruppo di adolescenti, sono sedute di terapia di gruppo per affrontare il disagio giovanile come disturbi d’ansia, senso di solitudine, insicurezze e rabbie, attacchi di panico, disagio adolescenziale, autolesionismo, bullismo e situazioni famigliari difficili, gaming disorder DCA, disturbi dell’umore.
Spesso i più giovani non riescono a gestire autonomamente tali problematiche senza l’aiuto e il supporto di uno psicoterapeuta.
Il gruppo Adolescenti è uno spazio mensile tutto dedicato ai ragazzi. Possono partecipare giovani a partire dai 13 anni di età i quali, previo colloquio, vengono inseriti nel gruppo e aiutati ad affrontare insieme un percorso di consapevolezza, mediante specifiche tecniche. Attraverso questo metodo, si cerca di far diventare la debolezza del ragazzo una forma di resilienza. Ogni partecipante riesce, così, ad esprimere le proprie emozioni e incanalarle correttamente sotto una guida sicura e specifiche indicazioni psicoterapeutiche.
“Volava attraverso fitti banchi di nebbia sull’oceano o si portava al di sopra di essi dove il cielo era limpido e il sole abbagliava; imparò a sfruttare i venti d’alta quota, scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a rendere breve la vita d’un gabbiano”. I ragazzi lavorano 2 ore e mezza insieme con varie tecniche, atti di coraggio emotivi si mettono in gioco e sentono sempre più di avere degli amici che non giudicano e non feriscono, il gruppo è uno spazio di protezione e supporto, dove la condivisione diventa più facile.
I ragazzi creano rapporti positivi e sicuri, raccontano e mettono ordine nella propria storia ed elaborare obbiettivi a breve termine utili per ripartire.
Si usano tecniche di psicodramma, scrittura, giochi di ruolo ed esercitazioni emotive che creano alleanza e rapporti autentici, partendo dalla propria difficoltà i ragazzi pian piano scoprono che se ne può parlare, lavorarci e usare le difficoltà in modo diverso.
I gruppi vengono fatti con analogie e differenze calibrate e pensati per un proficuo incontro e gruppo di lavoro, val la pena far provare i ragazzi l’esperienza del gruppo, all’inizio possono essere timidi e reticenti, ma solitamente dopo il primo incontro si rasserenano e si affidano volentieri, scoprono che si sono anche divertiti, pur avendo fatto fatica!
